
Perché scambiare dati non significa ancora riuscire a comprenderli
Ogni giorno una quantità enorme di Informazioni di Prodotto dovrebbe attraversare la filiera dell’installazione.
Dovrebbe partire dai produttori, entrare nei sistemi dei distributori e alimentare ERP, PIM, cataloghi elettronici, portali B2B e B2C, marketplace, e-commerce, configuratori e strumenti di preventivazione.
Infine, dovrebbe raggiungere progettisti, installatori, rivenditori e clienti finali.
Ma la realtà è molto diversa.
Oggi ci troviamo ancora in una vera e propria giungla informativa.
La maggior parte dei produttori non mette ancora a disposizione tutte le informazioni necessarie per automatizzare i processi gestionali e, più in generale, sostenere la digitalizzazione della filiera.
Spesso i pochi dati disponibili sono pubblicati esclusivamente sui siti aziendali, secondo strutture, terminologie e logiche differenti. In altri casi vengono inviati attraverso file incompleti e in formati non omogenei.
Ogni azienda, quando lo fa, comunica le caratteristiche tecniche e dimensionali dei propri prodotti secondo una propria logica.
Le informazioni diventano così difficili da individuare e confrontare, oltre che complesse da acquisire e riutilizzare nei sistemi della filiera.
Solo una parte dei produttori condivide le proprie Informazioni di Prodotto in modo strutturato e nel rispetto delle linee guida di settore.
Il risultato è un patrimonio informativo frammentato, distribuito tra siti web, cataloghi, schede tecniche, documenti, fogli di calcolo e archivi diversi.
I dati, quando esistono, non sempre riescono a viaggiare.
E quando viaggiano, non è detto che arrivino accompagnati dal significato necessario per essere compresi e utilizzati.
Ed è proprio qui che nasce il tema dell’interoperabilità.
Scambiare dati non significa ancora comprendersi
Quando due persone parlano lingue diverse, possono anche riuscire a scambiarsi delle parole.
Ma questo non significa che riescano a comprendersi.
Lo stesso accade tra i sistemi informativi.
Un software può ricevere un file da un altro software, aprirlo, leggerne i campi e persino importarne il contenuto. Tuttavia, se i due sistemi attribuiscono significati differenti alle informazioni ricevute, lo scambio produce soltanto un trasferimento di dati.
Non vera interoperabilità.
L’interoperabilità nasce quando sistemi, organizzazioni e persone riescono non solo a scambiarsi informazioni, ma anche a comprenderle e utilizzarle mantenendone inalterato il significato.
Per raggiungere questo risultato servono due elementi: un linguaggio comune per descrivere i prodotti e le relative caratteristiche, insieme a un formato condiviso per trasferire le informazioni associate agli articoli.
È dall’incontro tra questi due elementi che nasce il valore della Classificazione ETIM e di ETIM xChange.
La Classificazione ETIM: un linguaggio condiviso
La Classificazione ETIM mette a disposizione della filiera dell’installazione — idrotermosanitaria, elettrica, edile e ferramenta — un modello comune per organizzare e descrivere i prodotti tecnici.
Attraverso la Classificazione ETIM, prodotti simili vengono organizzati in gruppi e ricondotti a specifiche classi di prodotto. Per ogni classe vengono definite le caratteristiche tecniche e dimensionali necessarie a descrivere in modo uniforme i prodotti che ne fanno parte.
- Il modello mette in relazione:
- gruppi e classi di prodotto;
- caratteristiche tecniche e dimensionali;
- valori normalizzati previsti dalla Classificazione;
- unità di misura condivise;
valori specifici.
Produttori, distributori, progettisti, installatori e sviluppatori di software possono così riconoscere e interpretare le caratteristiche di un prodotto senza doverne ridefinire ogni volta il significato.
Un valore specifico, come l’altezza, la pressione, la capacità, la portata o la potenza, non è più soltanto un numero inserito in una cella.
Diventa un’informazione associata a una caratteristica definita, eventualmente espressa attraverso un’unità di misura condivisa e collocata in un contesto comune..
La Classificazione ETIM fornisce quindi una componente fondamentale dell’interoperabilità: la semantica.
Stabilisce il significato delle informazioni utilizzate per descrivere un prodotto e consente ai diversi attori della filiera di interpretarle secondo criteri comuni.
Ma parlare la stessa lingua non è sufficiente.
Occorre anche un modo condiviso per trasferire l’intero patrimonio informativo da un’organizzazione all’altra.
ETIM xChange: una struttura per lo scambio
È qui che entra in gioco ETIM xChange.
ETIM xChange è il formato internazionale sviluppato per lo scambio strutturato delle Informazioni di Prodotto nel settore dell’installazione. Consente di organizzare dati, informazioni e asset digitali in una forma leggibile dai sistemi informativi e utilizzabile nei processi digitali della filiera.
La Classificazione ETIM ed ETIM xChange svolgono quindi funzioni differenti, ma complementari.
La Classificazione ETIM definisce il significato delle caratteristiche tecniche e dimensionali. ETIM xChange permette di condividere in modo strutturato le informazioni che rappresentano prodotti e articoli.
Le classi ETIM e le relative caratteristiche possono essere inserite nei record trasferiti attraverso ETIM xChange. In questo modo, i dati tecnici viaggiano insieme alle altre informazioni necessarie per identificare, presentare, commercializzare, movimentare, installare e utilizzare l’articolo.
I sistemi riceventi possono così riconoscere le informazioni, collocarle nella posizione corretta e renderle disponibili alle proprie applicazioni.
È dalla combinazione tra significato e struttura che può nascere un ecosistema realmente interoperabile.
Un articolo è molto più dei suoi dati tecnici
Quando si parla di ETIM, si tende spesso a pensare esclusivamente alla classificazione e alle caratteristiche tecniche.
Nei processi reali della filiera, però, la rappresentazione digitale di un articolo è composta da un patrimonio informativo molto più ampio.
Per identificarlo servono codici, denominazioni e riferimenti. Per presentarlo e venderlo sono necessarie descrizioni e informazioni commerciali. Per movimentarlo occorrono dimensioni, pesi, dati logistici e informazioni sulle unità d’imballaggio.
Per confrontarlo servono caratteristiche tecniche coerenti. Per installarlo, utilizzarlo e manutenere il prodotto sono necessari manuali, istruzioni, certificazioni e schede tecniche.
A tutto questo si aggiungono immagini, disegni e altri asset digitali. Le nuove esigenze del mercato richiedono inoltre informazioni ambientali e di sostenibilità, dati LCA ed EPD e indicazioni relative ai materiali d’imballaggio.
La rappresentazione digitale dell’articolo non è quindi composta soltanto da dati tecnici, ma da informazioni, documenti e asset digitali che, insieme, ne costruiscono l’identità.
ETIM xChange consente di organizzare queste diverse componenti all’interno di una struttura comune, mantenendole collegate all’articolo cui appartengono.
Non più elementi isolati e distribuiti tra archivi differenti, ma parti di un unico patrimonio informativo destinato ad accompagnare l’articolo lungo la filiera.
Quando ogni azienda deve ricostruire l’articolo
In assenza di regole condivise, ogni azienda che necessita di informazioni relative a specifici prodotti deve ricercarle, interpretarle, trasformarle e ricostruirle secondo le proprie logiche.
I campi devono essere associati manualmente, le descrizioni adattate, le unità di misura convertite, i documenti rinominati e le immagini collegate ai rispettivi articoli. Anche le caratteristiche tecniche devono spesso essere mappate da una struttura all’altra.
Ogni passaggio richiede tempo.
Ogni interpretazione introduce il rischio di un errore.
Ogni trasformazione può allontanare l’informazione dal significato attribuito originariamente dal produttore.
Il risultato è un’attività che si ripete molte volte lungo la filiera: lo stesso articolo viene continuamente ricostruito da chi reperisce o riceve i relativi dati.
L’interoperabilità cambia questa logica.
Non elimina la necessità di governare, verificare e aggiornare le informazioni, ma riduce le attività manuali e crea le condizioni affinché sistemi differenti possano collaborare in modo più automatico e affidabile.
La stessa informazione può così alimentare un catalogo, un filtro di ricerca, un configuratore, un sistema di preventivazione, un portale e-commerce, un’applicazione logistica o un assistente basato sull’Intelligenza Artificiale.
Il patrimonio informativo non rimane confinato nel sistema in cui è stato creato, ma può essere riutilizzato nei diversi processi che ne hanno bisogno.
La ricerca manuale delle informazioni e la necessità di interpretare file non strutturati generano lavoro. Un’informazione correttamente interpretata e subito utilizzabile genera valore.
Sistemi differenti possono collaborare
Interoperabilità non significa chiedere a tutte le aziende di utilizzare gli stessi strumenti.
Un produttore può gestire le Informazioni di Prodotto attraverso un PIM. Un distributore può organizzarle nel proprio ERP. Un marketplace può adottare una struttura specifica per presentare gli articoli, mentre un progettista può lavorare con applicazioni completamente differenti.
Ogni impresa mantiene i propri processi, i propri strumenti e le proprie strategie.
L’interoperabilità non richiede sistemi uguali. Richiede sistemi capaci di comprendersi.
ETIM non sostituisce le applicazioni aziendali e non impone l’adozione di un unico software. Crea un punto di contatto tra strumenti differenti, mettendo a disposizione un linguaggio e una struttura attraverso i quali le applicazioni possono dialogare.
Per molto tempo la digitalizzazione si è concentrata sulla possibilità di collegare i sistemi.
Oggi il passaggio successivo consiste nel farli collaborare.
Essere connessi significa poter inviare e ricevere dati.
Essere interoperabili significa poter utilizzare quei dati in modo coerente, affidabile e automatico.
Questo riduce le attività manuali, limita duplicazioni ed errori, accelera l’aggiornamento dei contenuti e rende più efficienti i processi di ricerca, confronto, progettazione, vendita, acquisto, installazione e assistenza.
L’interoperabilità parte dalla qualità
Naturalmente, nessun formato può correggere informazioni mancanti, obsolete o errate.
ETIM xChange permette di condividere le Informazioni di Prodotto in modo strutturato, ma la qualità e la completezza dei contenuti rimangono una responsabilità delle aziende e dell’intera filiera.
L’interoperabilità non è quindi il risultato della semplice adozione di uno standard.
È un processo che coinvolge la qualità dei dati, la loro organizzazione, l’aggiornamento, la governance e la capacità dei sistemi di utilizzarli correttamente.
Prima occorre costruire un patrimonio informativo affidabile.
Poi è necessario descriverlo attraverso un linguaggio condiviso.
Infine, bisogna renderlo disponibile in una forma che altri sistemi possano comprendere e utilizzare.
Far viaggiare le informazioni senza perderne il valore
La filiera dell’installazione non ha bisogno soltanto di una maggiore quantità di dati.
Ha un estremo bisogno di informazioni di qualità, capaci di arrivare nel posto giusto, nel momento giusto e in una forma realmente utilizzabile.
La Classificazione ETIM mette a disposizione il linguaggio.
ETIM xChange offre una struttura per lo scambio.
Perché il vero obiettivo non è semplicemente far viaggiare i dati.
È fare in modo che, una volta arrivati, possano essere compresi e utilizzati.
Ed è proprio questa la differenza tra scambio di dati e interoperabilità.
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In IdroLAB lavoriamo da anni per migliorare la gestione, la normalizzazione e la qualità delle Informazioni di Prodotto attraverso le linee guida ETIM, i formati di scambio e l’integrazione dei dati nei processi digitali della filiera dell’installazione.
Affianchiamo produttori e distributori nell’organizzazione e nella valorizzazione del proprio patrimonio informativo, rendendo dati, documenti e asset digitali più facilmente condivisibili, comprensibili e utilizzabili.
Se vuoi approfondire il ruolo della Classificazione ETIM, di ETIM xChange e dell’interoperabilità nella gestione delle Informazioni di Prodotto, contattaci per un confronto o per condividere la tua esperienza.
Perché sistemi diversi non devono necessariamente diventare uguali. Devono riuscire a comprendersi.


